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Relazioni a lungo termine: 5 suggerimenti per non lasciarsi

Coppia / Crescita personale

Relazioni a lungo termine: 5 suggerimenti per non lasciarsi

Relazioni a lungo termine: 5 suggerimenti per non lasciarsi

In Italia, ogni giorno, ci sono 250 coppie che si separano.

Ecco, con questa ondata di ottimismo vorrei parlarvi di Relazioni a lungo termine!

Mi sono imbattuto in una ricerca dell’Istat per la quale negli ultimi vent’anni circa il tasso di divorzi sarebbe raddoppiato e le separazioni aumentate di quasi il 70%. Col covid e il lockdown, poi, non ne parliamo!

Questa cosa mi ha fatto pensare a quanto le relazioni nel tempo cambiano, anche se magari non ce ne accorgiamo immediatamente. 

Le relazioni in generale attraversano diverse fasi di vita, ognuna delle quali porta con sé bisogni e aspettative diverse. 

Prendi Pucce, che è mio amico da quando ero in seconda elementare: il nostro rapporto si è evoluto nel tempo. Da bambini stavamo sempre insieme e giocavamo a pallone, da adolescenti abbiamo continuato a frequentarci ma magari passavamo il tempo viaggiando o parlando di ragazze, da adulti poi ancora le cose sono cambiate: il tempo è meno e gli interessi in comune si sono trasformati.

È normale, no? Lui non è più quel bambino che ho conosciuto nel 1986 e nemmeno l’adolescente degli anni 2000. E non stiamo parlando solo di capelli che se ne vanno e pancetta che fa capolino…

Quando ci siamo scelti come amici eravamo persone diverse, e nel tempo siamo cambiati entrambi.

Cambiano le esigenze, cambiano le scelte che devi fare…quando sei ragazzo l’unica scelta che devi fare è se ordinare al pub una birra chiara o una birra a doppio malto. E ci stai anche dei minuti a pensarci! Quando sei ragazzo è tutto più semplice, ma quando cresci le scelte diventano più complicate.

Eppure a un qualche livello abbiamo deciso di sceglierci ancora, e ancora e ancora, anche se entrambi eravamo cambiati.

Con altri amici questa cosa non è successa. Ci trovavamo molto bene ai tempi del liceo, poi siamo cambiati troppo per i nostri gusti e all’università non abbiamo avuto interesse a coltivare la relazione.

Ora, se quando vedi questa dinamica in un rapporto di amicizia dici “ci sta, è la vita”, se la trasli in una dinamica di coppia assume una rilevanza ben diversa. Perché se hai un partner e magari dei figli, il fatto che dopo diversi anni che state insieme l’altra persona cambi rispetto al momento in cui l’hai conosciuta, mette in discussione le fondamenta della tua vita.

Bene oggi voglio approfondire il tema delle relazioni di coppia di lunga durata e condividere 5 riflessioni a riguardo.

 

1. La maledizione del decimo anno

Il primo punto riguarda la maledizione del decimo anno. Che non esiste in realtà, ma il nome mi sembrava molto d’effetto, e quindi lo prendo a pretesto per sottolineare quanto in 10 anni di vita si possa stravolgere la propria esistenza.

Io ho conosciuto Giulia nel 2006, avevo 27 anni e passavo le mie serate al pub, appunto, con l’annoso dubbio tra birra chiara e birra doppio malto. Non riuscivo a ingranare nella vita ed ero un po’ uno scappato di casa. Lei lavorava come segretaria in un ente pubblico, aveva il pallino dell’arte ma non era realizzata nel suo percorso lavorativo. 

Ora se prendi la macchina del tempo e ti sposti nel 2016, sono spuntati fuori 2 figli in più, le carriere lavorative sono state stravolte, la nostra direzione di vita – come coppia e come individui – è stata ben cambiata.

L’uomo che aveva scelto nel 2006, non era più quello che si trovava davanti nel 2016. E oggi è ancora profondamente diverso da quello di allora. E viceversa io potrei dire di lei. Puoi essere migliore di quello che eri o peggiore di quello che ti immaginavi saresti diventato, ma in ogni caso sei diverso. C’è poco da fare.

Allora il punto è: chi te lo dice che ciò che sono oggi a lei vada ancora bene? D’altra parte cambiare è inevitabile, altrimenti saremmo dei sassi. E questo ci introduce al secondo punto del video.

 

2. La relazione come work in progress perenne

Ovvero il fatto che se viviamo una relazione a lungo termine dobbiamo entrare nell’ottica che il nostro matrimonio è un work in progress continuo e quello che ti torna indietro, si basa sul tipo di investimento che tu fai su questo work in progress. Se accetti il work in progress o ti opponi ad esso. 

La persona con cui ti frequenti oggi, tra 10 anni sarà molto diversa e tu dovrai essere in grado di innamoratene di nuovo. E lei lo stesso con te. Non è obbligatorio innamorarsi di nuovo, sia chiaro, ma è obbligatorio provarci e soprattutto sapere che è una necessità se vogliamo che la coppia continui a funzionare.

Alcuni di noi avranno due o tre matrimoni nella loro vita, e altri invece faranno lo stesso ma con la stessa persona, per tutta la vita. Tipo i miei nonni, Gigi ed Emilia, che sono stati sposati 65 anni ed è un po’ come se si fossero risposati per 6 volte. Ogni 10 anni si sono guardati negli occhi e hanno scoperto nuovi modi per rinnamorarsi…

E anche tu, ogni volta che sceglierai di risposarti ancora con il tuo partner, se sceglierai di farlo, dovrai sapere che potrebbe cambiare completamente l’organizzazione della tua relazione, la sua essenza, la sua complementarietà.

Se sei rigido rispetto al tema del cambiamento, non lasci spazio alla crescita e la relazione collassa. E veniamo al terzo punto, che introduco con una metafora botanica.

 

3. Abbraccia e accompagna il cambiamento

Sai cosa succede a una pianta se non la travasi in un vaso più grande? 

Intanto le radici non possono più andare in profondità, sbattono contro il vaso piccolo e tendono ad arricciarsi su di loro, senza più svilupparsi in maniera armonica. 

Inoltre, e questo è un bel problema, le radici per crescere continuano a cibarsi delle sostanze nutritive presenti nel terriccio. Ma queste sono chiaramente limitate, e nel corso del tempo il terreno diventerà sempre più sterile e inadatto alla corretta crescita della pianta.

In altre parole la pianta si ammala. E questo è quello che succede spesso alle coppie che si oppongono ai cambiamenti. Dobbiamo abbracciare il cambiamento. Che non significa accettare in modo acritico tutto ciò che succede al partner.

Dobbiamo abbracciare il cambiamento, infatti, ma anche accompagnarlo.

Accompagnarlo in che modo? Lo vediamo nel quarto punto di questo articolo, anche se devo dire che non è per nulla facile spiegarlo in questa sede. Un po’ per motivi di tempo un po’ perché ogni coppia ha il suo fertilizzante corretto. Se dovessi dirlo in 3 parole sarebbero:

4. Guardatevi negli occhi

Guardatevi negli occhi. Come hanno fatto per 65 anni i miei nonni.

Come quando balli con qualcuno: i passi della danza possono portarti talvolta ad avvicinarti e talvolta ad allontanarti dal compagno. È tutto normale, e fa parte della coreografia. Tuttavia, durante tutto il ballo non devi perdere di vista il contatto oculare con lui, altrimenti rischiate di perdervi tra il marasma della pista da ballo, e trovare nuovi ballerini con i quali accompagnarvi che essendo la prima volta che vi guardano negli occhi avranno un’intensità e un trasporto che dovrete ritrovare anche voi.

Nel concreto guardarsi negli occhi significa tante cose se desideri avere una relazione a lungo termine.

Certo non svaccarsi sul divano con la televisione accesa e lo smartphone in mano (e sai di cosa parlo!).

Significa ascoltare il partner per monitorarne bisogni e desideri; stimolarsi intellettualmente l’uno con l’altro; parlarsi apertamente e senza censure; continuare a fare quei piccoli gesti di attenzione e affetto quotidiani, ma soprattutto significa sposare una filosofia di approccio all’amore.

5. L’amore è una competenza

Ovvero il fatto che – quinto e ultimo punto – l’amore non è un’emozione. L’amore è una competenza. 

Lo so, può sembrare un’affermazione che toglie il romanticismo dall’amore, ma stammi a sentire prima.

Non puoi mai pensare di avere finito di imparare come amare le altre persone. Non puoi mai pensare di essere arrivato al top del tuo essere un buon partner. L’amore non è una cosa di puramente organico per cui “o c’è o non c’è” in una relazione, ma puoi imparare a esprimerlo e praticarlo in diverse gradazioni.

È come se tu dovessi imparare a suonare uno strumento musicale: ci vuole una vita per diventare un maestro. E durante il tuo percorso ci sarà della bella musica, ma anche delle note stonate. Ma tu continui sempre comunque ad allenarti. Proprio per limitare al minimo le note stonate. 

Ogni mestiere che impari ci vuole tempo per padroneggiarlo e questo tempo va rispettato.

E l’amore non è diverso. 

Cari amici è tutto. Anche in amore e nelle relazioni c’è sempre modo di migliorarsi e questo è lo spirito che ci deve accompagnare anche nelle relazioni a lungo termine. Perché non è l’amore a doversi prendere cura di te, ma devi essere tu a prenderti cura dell’amore.

 

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