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Avere pensieri negativi: 3 suggerimenti per gestirli meglio

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Health Coaching / Mental Health

Avere pensieri negativi: 3 suggerimenti per gestirli meglio

Ti disturbano, ti deconcentrano, ti fanno venire in mente strane idee..

Brutti pensieri.

Eh, cari amici, è impossibile non avere dei brutti pensieri. Tutti noi ne abbiamo, di brutti pensieri, perché questa è proprio una funzione biologica legata alla sopravvivenza della nostra specie. Fare brutti pensieri, infatti, ci preparava al peggio e, grazie al fatto che potevamo immaginarci scenari catastrofici, potevamo prevedere l’imprevedibile.. O almeno provarci.

Oggi il mondo è cambiato, profondamente, e i rischi per la nostra incolumità sono minori, o comunque profondamente diversi. Non è che esci dalle poste e sei preoccupato che un leone ti sbrani all’improvviso. O che arrivi un cavernicolo che ti percuota la clava sulla testa e poi trascini via la tua donna per i capelli.

Oggi i brutti pensieri sono sul perdere il lavoro, sul terminare una relazione alla quale invece teniamo parecchio, o sull’ammalarci e così via.. Di certo, tuttavia, possiamo dire che sono molti più numerosi i pensieri negativi, che la mente effettivamente ci offre, rispetto a quelli che effettivamente poi si realizzano. Cioè, potremo fare assolutamente a meno di tutti questi pensieri catastrofici, ma il nostro cervello è rimasto fermo lì, all’età della pietra, e quindi continua a proporceli, chiaramente in totale buona fede.

Quindi, perché lo fa? Lo fa perché ci vuole bene, però non capisce che ogni tanto esagera. Un po’ come quando vai a mangiare da tua nonna, e tua nonna ti dice: “Mangia ‘a nonna” , ma tu eri già sazio quattro portate fa. “Mi sei smagrito, amore di nonna”, ma tu eri già ingrassato di quattro chili da quando ha iniziato a mangiare. E allora, in questo articolo vediamo insieme alcune brevi e pratiche riflessioni per aiutarti a alleggeriti un attimo tutti questi pensieri negativi, che magari ti pressano un po’ troppo. Pronti? Via!

 

1. Non conta tanto il contenuto dei tuoi pensieri, ma la relazione che hai con loro

La primissima cosa è che non conta tanto il contenuto dei tuoi pensieri, ma la relazione che tu hai con loro. Attenzione, perché questo è importante, te lo ripeto. Non sono i tuoi pensieri, ma la relazione che tu hai con loro.

Tutti noi possiamo, ad esempio, aver assistito a una brutta scena, che evoca quindi noi delle emozioni spiacevoli e quindi, poi, anche dei pensieri negativi. Ora, il punto, amici, è sempre questo: che cosa te ne fai una volta che questi pensieri affiorano nella tua mente, come li gestisci? Li metti in discussione? Li neghi? Li tieni solo per te? Li condividi con tutto il mondo? Intendo dire che ci sono mille modi diversi per rapportarti con ciò ti disturba, ed è lì che tu puoi andare ad agire.

Modi diversi di affrontare i pensieri, conducono a esiti diversi rispetto all’effetto che i tuoi pensieri hanno su di te. Ad esempio, a me aiutano due cose: scrivere e leggere. Quindi, prima roba, quando ho dei pensieri disturbanti, prendo la mia agendina e mi metto lì, scrivo, faccio tutti i miei schemini.. Cioè, rifletto su quello che mi preoccupa, ci ragiono su. E poi mi dò alla lettura. E che cosa che leggo? Leggo quei libri, quei testi, che possono darmi delle informazioni su come ragionare meglio attorno a quel problema, su come poterlo risolvere, magari. Se io agisco attraverso la scrittura e attraverso la ricerca di informazioni per me utili su quel problema, sento di avere maggiormente il controllo della situazione e le preoccupazioni diminuiscono.

 

2. Riconosci i tuoi pensieri e poi cerca le emozioni ad essi collegati

Punto 2, maturato a seguito della mia esperienza clinica, e di coach, e anche di lavoro su me stesso, è che, il segreto da tener a mente in questi casi, è quello di riconoscere i pensieri e poi andare a cercare le emozioni ad essi collegati. E come si fa a riconoscere i pensieri e a percepirne le emozioni? Ascoltandoli, guardandoli da vicino con curiosità, con interesse, scrivendoli.

Cioè, non devi anestetizzarti a questi pensieri, a queste emozioni, ma deve invece dare loro spazio, devi viverle con interesse. Devi farli emergere, perché, in realtà, più tu li soffochi, più loro diventano pressanti.

La tecnica del diario, secondo me, è molto potente a questo proposito. Più tu li ritieni dentro, più loro diventano dilaganti. Mettere nero su bianco questi pensieri aiuta a creare pulizia, ad arieggiare la mente, a darti più controllo.pensieri negativi

E al contempo ti permette di indagare in maniera molto più proficua quel tipo di stato d’animo, arrivando anche a fare delle riflessioni che prima non avevi fatto, magari. Ed ecco che, proprio in questo modo, tu magari puoi arrivare anche a crescere, proprio grazie a quei pensieri che fino a poco prima ti disturbavano e basta.

3. Il dolore non è un difetto

Soprattutto, tieni a mente che, punto 3 di questo articolo, il dolore non è un difetto. Cioè, una vita priva di dolore e di sofferenza non solo non è possibile, ma forse non è neanche desiderabile. Il dolore non è un difetto, ma è un dato di fatto, è una sensazione della vita, è inevitabile. D’altra parte il dolore ha dato vita alle più grandi creazioni della nostra storia, in arte, in letteratura, nella musica..

Ah bene, quindi Luca devo provare dolore, devo essere un po’ più masochista.. Questo stai cercando di dirmi?

Chiaramente no, non ho detto questo. Però è anche chiaro, ovvio e scontato, che il dolore ci mostra una via, ci mostra, più nello specifico, ciò che per noi conta, ciò che per noi è importante. E quindi, soprattutto, il dolore ci mostra, che cosa? Quello che noi dobbiamo affrontare.

Questo, secondo me, è il motivo per cui non esiste un interruttore per spegnere o accendere i sentimenti più impegnativi, più difficili da vivere. Esiste invece un unico interruttore, un interruttore generale, per spegnere, in un colpo solo, sia le emozioni buone sia quelle più difficili. Provaci! Se tu fai del tuo meglio per spegnere il negativo, vedrai che anche il positivo verrà disattivato. Tutto o niente, cari amici.. Tutto o niente!

Se spegni la paura, spegni il coraggio. Se spegni la rabbia, spegni la possibilità di sviluppare la grinta. Se spegni la tristezza, spegni la riflessività. E, quindi, cari amici, il messaggio di questo articolo vuole essere questo: dobbiamo accettare quei pensieri e quelle emozioni dolorose come una parte della vita, perché è l’accettazione che ci consente di sentire prima e di gestire dopo.

Facile, no? No, non è assolutamente facile, chiaramente. Ma la vita non è facile! La vita, ogni tanto, è veramente un gran casino.

Un caro saluto, ci vediamo al prossimo articolo.

 

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