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Come sviluppare una filosofia di vita

come sviluppare filosofia di vita
Crescita personale / Health Coaching / Motivation

Come sviluppare una filosofia di vita

Come sviluppare una filosofia di vita? Grazie agli obiettivi.  

A lungo o breve termine che siano: dal mangiare una caramella al costruire una azienda che conquisterà il mondo, l’insieme di questi obiettivi, i rapporti che gli uni intrattengono con gli altri, la gerarchia che attribuiamo loro, va a creare la nostra filosofia di vita.

Essa influisce poi su come ci approcciamo a quanto ci accade. Perché la filosofia di vita non consiste in cosa tu vuoi fare oggi o nel prossimo anno, ma cosa tu vuoi fare della tua vita.

Per capire meglio questo concetto, immagina i vari obiettivi della tua vita e della nostra giornata disposti all’interno di una gerarchia. 

Alla base della piramide ci sono gli scopi più concreti e immediati, quelli che potremmo inserire nella nostra to-do-list.

Nel mio caso: finire di leggere un libro; richiamare quel tale che voleva invitarmi a un evento; andare alla riunione con un tirocinante; etc. 

Questi sono obiettivi di un livello basso nella piramide ed esistono esclusivamente perché realizzarli mi porta a qualcosa di altro che mi interessa di più e che sta appunto a un livello più alto della piramide. 

Finire di leggere il libro mi porta a poterci fare una video recensione. Poterci fare una recensione mi porta a divulgare a più persone la psicologia. Divulgare la psicologia al grande pubblico mi porta ad aggiungere più valore alle loro vite, e così via. Puoi vedere come ogni sotto obiettivo sia legato a uno collocato in uno scalino superiore.

Più salgo lungo gli scalini di questa piramide, più gli obiettivi che trovo saranno astratti, generali, rilevanti e sempre più saranno fini a loro stessi.

Ad esempio: uscire di casa alle 8 è un obiettivo di basso livello, perché conta solo in vista del fatto di arrivare puntualmente al lavoro. E come mai tengo alla puntualità? ecco uno scalino in più: Per mostrare rispetto ai collaboratori. E perché voglio mostrarlo? Altro scalino: perché voglio essere un buon leader;

Quando a furia di chiederti il “perché” delle cose che vuoi fare arrivi a risponderti semplicemente “perché sì”, allora sei arrivato al vertice della gerarchia degli scopi. 

E l’obiettivo al vertice della piramide è fine a se stesso, un interesse supremo che conferisce senso e indirizzo a tutti gli obiettivi sottostanti che lo sorreggono, mattone dopo mattone. É soprattutto la “reason why” che ti indica cosa tu puoi sacrificare di ciò che sta negli scalini sottostanti.

Il mio obiettivo di punta è usare la psicologia per aiutare le persone.

Se vado a un evento, se vedo un paziente, se mi impegno a creare un video, se rispondo a una mail, se mi ritaglio uno spazio quotidiano alla lettura… è tutto finalizzato a questo obiettivo più alto. E in rapporto a esso queste azioni acquisiscono senso, significato, motivazione.

Certo, non posso perseguire questo scopo maggiore 24h su 24, perché sono anche un marito, un padre, un amico: ho diversi ruoli. Ma questo rappresenta comunque una parte molto importante della mia vita.

Ma allora, da dove devi partire se anche tu vuoi creare questa bussola alla base della tua personale filosofia di vita?

  1. Prenditi 20 minuti di tempo e dei post-it e scrivi su ognuno di loro un obiettivo che vorresti raggiungere. Anche i più ambiziosi, senza limiti, scrivili tutti e metti i post-it sparsi sulla scrivania.
  2. Dai un voto ad ogni post-it da 0 a 10 in base all’interesse che quel determinato topic ti suscita e poi ancora da 0 a 10 in base all’importanza che ha ai tuoi occhi. Moltiplichi questi due numeri tra loro, e infine selezioni i 10-20 con votazione più alta, sui quali ti suggerisco di concentrarti.
  3. Cerca ora di mettere questi 20 obiettivi in gerarchia tra loro, spostando i post-it e provando a strutturarli in obiettivi in cima alla piramide e quelli che si posizionano negli scalini sottostanti.

Et voilà: la piramide è pronta. Affinala nel tempo e ricontrollala di tanto in tanto.

Soprattutto osserva la sua forma: nelle persone mosse da una forte passione e grinta, gli obiettivi più spiccioli e di livello intermedio sono quasi tutti subordinati allo scopo ultimo e si crea così una piramide perfetta.

Nelle persone dispersive e con meno grinta, invece, la gerarchia degli scopi è poco coerente, magari hanno un grande sogno, un obiettivo di alto valore, ma nessun obiettivo di livello più basso e intermedio a suo supporto. La piramide ha una punta ma non ha gli scalini bassi.

O ancora puoi vedere delle piramidi dove ci sono un mucchio di obiettivi intermedi ma manca la cima della piramide, lo scopo generale preposto a unificarli. La piramide non ha il vertice, e quindi è monca.

Attenzione: non voglio con questo passare l’idea che ogni momento della nostra vita di veglia debba essere guidato da un unico fine globale, tuttavia dobbiamo limare progressivamente i lunghi elenchi di obiettivi di basso e medio livello, affinché siano il più possibile allineati a uno scopo supremo. E in ambito professionale, è meglio averne uno solo invece che svariati.

Spero che questo lavoro ti abbia chiarito meglio cosa ti muove nel mondo e come supportare fattivamente questa tua spinta.

Se vuoi approfondire la questione devi leggere assolutamente il libro “GRINTA”, di Angela Duckworth, dal quale ho preso ispirazione per creare l’esercizio in 3 step per creare la tua piramide.

Se ti interessa il tema della psicologia pratica applicata alla vita quotidiana, invece, ti aspetto nel gruppo facebook “Officina per la mente”, dove la community discute proprio di questo 😉

LINK UTILI:

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