Blog

Come smettere di preoccuparsi, gestire l’ansia e i pensieri negativi

Immagine che mostra il sentimento della preoccupazione, ha lo scopo di introdurre all'articolo, empatizzare per iniziare a chiedersi come smettere di preoccuparsi.
Crescita personale / Health Coaching / Mental Health

Come smettere di preoccuparsi, gestire l’ansia e i pensieri negativi

Per prendere una decisione ci metti 4 anni e mezzo? Fissi la dispensa per ore con il terrore di poter scambiare il sale grosso con quello fine? Forse, allora, é il caso di chiedersi come smettere di preoccuparsi e iniziare ad agire.

Se sei uno che si preoccupa per qualunque cosa, amico mio, ecco una notiziona bomba in anteprima solo per te: il 90% delle cose per cui ci preoccupiamo, non si realizza. 

So che cosa starai pensando: quante energie, tempo e attenzioni spese per prevedere una cosa del tutto ipotetica!

Che poi di per sé la paura è buona. É quella che ti impedisce di lanciarti di testa dal quinto piano, per dirne una… La paura è quello che provi nel momento in cui qualcuno ti viene incontro con un coltello. Quindi la paura ha molto senso, come si può comprendere. 

Il vero problema, infatti, non è la paura, ma l’ansia. L’ansia è l’anticipazione di un evento. Il cervello inizia a chiedere troppe volte “E se.. e se… e se…?” fino ad arrivare a risposte che non piacciono. 

La fregatura di tutto questo è che in realtà non è possibile prevedere il futuro. E anche se ti venisse in mente una soluzione, non potrai essere sicuro che funzionerà.

Pensa al problem solving, ma senza il solving. Questa è l’ansia!

Ecco, da questo punto di vista l’ansia è una specie di processo di problem solving, ma senza la parte del solving.  In più, l’ansia ha un brutto effetto collaterale: ti perdi nei pensieri negativi, disconnettendoti dal mondo intorno a te, perdendo il focus e dalla tua vita.

Perdi momenti potenzialmente piacevoli e dai alle persone a cui tieni solo una frazione della tua attenzione. 

Allora cerchi di allontanare le preoccupazioni dalla tua mente, ma questa azione è per sua natura un sacco problematica, perché il cervello deve preoccuparsi di non preoccuparsi, di non pensare a quella cosa. 

Insomma, la strada è in salita e uscirne fuori non è sempre semplice. 

Se con te funziona il pensiero positivo o una tisana calmante, ottimo, puoi ignorare questo articolo. Altrimenti, ecco 3 suggerimenti per cambiare il tuo rapporto con la preoccupazione. Nulla di magico – sia chiaro – ma un ottimo training che può aiutare se eseguito con costanza.

 

1. Accettare

Prima cosa da fare per smettere di preoccuparsi è non respingere la preoccupazione stessa. Più la cacci fuori, più questa diventa persistente. Il primo step che suggerisco va quindi nella direzione di accettare la sua presenza. 

Attenzione: questo non vuol dire accettare il loro scenario cupo e tenebroso come inevitabile. Non vuol dire credere che siano profezie corrette che senza ombra di dubbio si realizzeranno sicuramente. Intendo dire, al contrario, che devi accettare la presenza delle preoccupazioni e smettere di proporgli continuativi avvisi di sfratto, anche perché tanto lo sai che verranno da loro ignorati. 

Cioè, è possibile accettare qualcosa e comunque continuare a lavorare per cambiarla. 

Anzi, il segreto per cambiare qualcosa è, prima di tutto, accettarla!

 

2. Gestire l’attenzione per smettere di preoccuparsi

Bene, dopo che hai accettato, devi controllare la tua attenzione. 

Dov’è la tua attenzione quando sei preoccupato? 

Di norma è totalmente concentrata su quelle terribili possibilità future che magari non si verificheranno. Dove NON è la tua attenzione? Qui.

Cioè, non si trova nel mondo intorno a te. 

Tuo figlio ti è passato sul piede col triciclo 12 volte in un minuto e non ti sei accorto di nulla? Allora è chiaro: perso nei tuoi pensieri, stai ignorando la vita!

Quindi, esci dai tuoi pensieri e concentrati sul mondo intorno a te! I tuoi ragionamenti su ciò che potrebbe forse accadere non sono reali. Le persone intorno a te sono reali. Certo, senza un po’ di pratica, spostare costantemente la tua attenzione in questo modo è difficile.

Non è facile, ma non arrenderti. Esercitati, e fatti aiutare anche dal terzo punto di questo articolo, ovvero l’etichettare.  

 

3. Etichettare

L’idea alla base del concetto di etichettare è che devi ricordarti che tu non sei i tuoi pensieri. I pensieri sono solo pensieri, ne fai un milione al giorno e molti sono anche in contraddizione gli uni con gli altri. 

Nel momento in cui tu ti identifichi con un pensiero, quello assume un’importanza pericolosa, soprattutto se è un pensiero negativo. I pensieri non sono veri, ma sono ipotesi, supposizioni. Se ti identifichi con il pensiero, però, quella idea diventa reale e aumenta i suoi effetti su di te.

Se ti rompessi il braccio, diresti “Il mio braccio è rotto”, non “Sono rotto.” Giusto? 

Ergo, quando hai pensieri preoccupanti non devi pensare “Sono preoccupato”; ma “Ci sono dei pensieri preoccupanti”. 

In questo devi allenarti: nell’etichettare un pensiero preoccupante. Quando salta fuori riconoscilo e chiamalo con il suo nome: pensiero preoccupante. Ti aiuterà a non identificarti con esso e a non rispondere a quel pensiero come se fosse realtà.

Amici, tutto qui per questo articolo:

  1. Accettare
  2. Dirigere l’attenzione
  3. Etichettare.

Ogni giorno, passa alcuni minuti su questo trittico di azioni. 

Le tue preoccupazioni sono come il passeggero vicino a te sull’autobus che non si fa la doccia dai Mondiali del 2006. Non puoi buttarlo fuori dal veicolo. Puoi solo accettare che sia lì, ma allo stesso tempo non devi dargli la tua attenzione. Spostati di posto.

Reindirizza il tuo focus dal tuo mondo interno a quello esterno, dai pensieri a ciò che hai intorno. Guarda il paesaggio fuori dal finestrino. Nota il sedile su cui sei seduto, i suoni intorno a te, gli odori dell’ambiente, la consistenza della superficie su cui poggi le mani. Entra nella vita reale invece che stare nel turbinio di ciò che potrebbe forse un giorno accadere.

Fai finta che tu stia provando tutto per la prima volta. 

Dai al mondo la piena attenzione e, quando quei pensieri preoccupanti ritornano, etichettali come pensieri. Non sono te, semplicemente i tuoi pensieri.

E poi, ancora una volta, focalizza la tua attenzione al mondo circostante. 

Smettere di preoccuparsi può essere difficile ma, con la pratica, il potere della consapevolezza crescerà e ti aiuterà a gestire queste situazioni.

Cari amici anche per oggi è tutto, noi ci vediamo al prossimo video 😉

 

LINK UTILI:

-Per comprare il mio libro “Fattore 1%” clicca qui: https://amzn.to/2SFYgvz

-Se vuoi approfondire l’argomento, leggi questo articolo in cui parlo di come affrontare la paura invece di evitarla.

-Iscriviti qui al mio video corso gratuito sulla crescita personale: http://bit.ly/Crescita