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Come perdonare gli altri: cosa ci insegna la storia sul perdono

Come perdonare gli altri: cosa ci insegna la storia sul perdono
Crescita personale / Health Coaching

Come perdonare gli altri: cosa ci insegna la storia sul perdono

Come perdonare gli altri: cosa ci insegna la storia sul perdono

Una delle battaglie più cruenti e incredibili, è quella avvenuta durante la seconda guerra mondiale su una piccola isola a 900 km dalla costa del Giappone, chiamata Iwo Jima. 

Gli Stati Uniti avevano bisogno di quell’isola perché c’era un campo d’aviazione, e volevano bombardare il Giappone: quindi dovevano avere quell’isola. Primo errore degli americani: pensavano di trovarci 12 mila soldati giapponesi, mentre poi si scoprì che ce n’erano 22 mila. Non c’era Wikipedia all’epoca, non potevi cercare su Google “quanti soldati giapponesi ci sono su Iwo Jima”!

Secondo errore degli americani: per i primi 4 mesi bombardarono l’isola pensando alla fine di avere ucciso tutti i soldati nemici, mentre in realtà non ne avevano preso nemmeno uno. Perché? Perché i giapponesi avevano costruito 26 km di tunnel in tutta Iwo Jima 26 km di tunnel! La linea 4 a Milano i giapponesi l’avrebbero finita in 3 giorni!

Eh, sì…i Giapponesi non erano sull’isola, ma erano dentro l’isola!

E fu così che il 19 febbraio 1945, 800 navi della marina americana circondarono Iwo Jima. I Marines sbarcarono sulla spiaggia coi teli mare, pensando che i giapponesi fossero tutti morti e che li aspettava una scampagnata, mentre in realtà trovarono ogni cm quadrato dell’isola ricoperto dall’artiglieria giapponese pronta a fare fuoco. 

Nelle successive 36 ore, 2500 Marines vennero uccisi. Trentasei giorni di battaglia dopo erano morti 6850 marines, 20 mila marines erano gravemente feriti, 21 mila soldati giapponesi erano stati uccisi. È stata una battaglia orribile, anche perché i giapponesi sopravvissuti non si arresero fino al 1949, con gli americani che decisero di dar fuoco ai tunnel sotterranei.

Quindi: come perdonare gli altri? Cosa ci insegna questa storia sul perdono? Nella sua tragicità ha una lezione preziosa.

25 anni dopo, infatti, nel 1970, qualcuno ebbe un’idea: “perché non facciamo una riunione delle persone che hanno combattuto a Iwo Jima?”. Quindi questo qualcuno mandò una lettera ai sopravvissuti sia giapponesi sia americani invitandoli a partire per tornare a Iwo Jima e dicendo loro che avrebbero invitato anche i sopravvissuti della fazione all’epoca nemica.

180 soldati da una parte e 180 dall’altra accettarono questo invito, e salirono sugli aerei diretti a Iwo Jima. Quando atterrarono, queste persone che avevano combattuto per 25 anni l’una contro l’altra erano lì, in due file parallele a guardarsi negli occhi. 

Dopo un po’ di tempo che si studiavano in silenzio, tutto d’un tratto, senza che nessuno dicesse niente… questi ragazzi corsero sulla pista e.. si abbracciarono, si strinsero, piansero.

Grazie a questa storia ho riflettuto molto sul ruolo della memoria nel processo del perdono. Perché molti credono che perdonare significhi “dimenticare” quanto accaduto. Ma non è così.

25 anni prima quei soldati si uccidevano gli uni con gli altri: nessuno di quei sopravvissuti potrà mai dimenticare quello che è successe durante la guerra a Iwo Jima. E nessuno pensa che possano farlo.
Io credo, anzi, che loro abbiano bisogno di ricordare quanto accaduto. Ma nel ricordare possono decidere – come in quell’abbraccio di una bellezza immensa – che quanto accaduto faceva parte del passato.

Se usciamo dal campo di guerra e torniamo alle nostre vite, ai nostri torti e angherie subite, forse la musica non cambia poi più di tanto. Non dobbiamo dimenticare quanto abbiamo dovuto sopportare, ma possiamo decidere che oggi quella cosa non è più importante, è qualcosa che possiamo lasciarci alle spalle. Possiamo lasciare il passato nel passato e guardare al domani liberi da quell’ingombrante fardello.

Se riusciamo a controllare e capire questa cosa, se riusciamo a decidere che tutta la spazzatura che avete vissuto in passato non è più importante, pur ricordando cos’è successo e come siete stati, noi abbiamo vinto. 

Quindi, come perdonare gli altri? La storia ci insegna che il vero perdono non è dimenticare. Richiede il ricordo congiunto alla decisione che quella cosa li non è più importante. Come hanno fatto i soldati sopravvissuti a Iwo Jima.

 

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