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La forza delle ferite: perché dovresti evitare di fuggire dal dolore

Non fuggire dal dolore la forza delle ferite
Benessere Psicologico ed Emotivo

La forza delle ferite: perché dovresti evitare di fuggire dal dolore

Il dolore non è un difetto: scopri perché in questo articolo 👇

“La ferita è il punto attraverso il quale la luce può entrare dentro di te”

Questo verso è tratto da una poesia di Rumi, un poeta afghano del 1200.

Lo so, può sembrare una frase un po’ “new age”, eppure ha una grande profondità psicologica perché ci invita a riflettere in modo non scontato su quelle che sono le ferite emotive della nostra vita.

Spesso abbiamo la tendenza a soffermarci solo sul lato negativo delle ferite che la vita ci provoca.

Sofferenza, dolore, perdita: tutte cose che chiaramente ci sono, che – quando arrivano – ci segnano profondamente e non dobbiamo in alcun modo negare.

Tuttavia, accanto a questi elementi oscuri, vi sono anche aspetti luminosi che meritano la nostra attenzione, che dobbiamo andare a cercare e valorizzare.

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Vuoi un’altra citazione in tema?

Leonard Cohen cantava:C’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”.

Anche qui: abbiamo la tendenza a focalizzarci solo sulla crepa, ignorando la luce che essa permette di filtrare. Eppure ogni crepa della nostra vita, ogni ferita, può diventare una fonte di illuminazione e crescita.

A partire da queste riflessioni preliminari, in questo articolo vorrei spiegarti perché non dovremmo fuggire dal nostro dolore e come comportarci davanti alle nostre ferite.

Nelle prossime righe, esamineremo diversi aspetti di questo processo, partendo dalla stretta relazione tra amore e ferite, passando per la gestione equilibrata del dolore, fino alla trasformazione delle nostre ferite.

Se stai affrontando una ferita, ma anche se è un periodo particolarmente positivo per te, sono convinto che queste riflessioni potranno esserti molto utili.

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COSA TROVERAI IN QUESTO POST:

  • Amore e ferite: due facce della stessa medaglia
  • A tu per tu con il dolore: gli estremi da evitare
  • La pressione come opportunità
  • Conclusione: la forza delle ferite
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1) Amore e ferite: due facce della stessa medaglia

La prima cosa su cui vorrei portare la tua attenzione è la relazione stretta che esiste tra amore e ferita. Certo, non tutte le ferite nascono dall’amore, ma alcune si, ed è di queste che voglio parlarti ora.

Pensa, ad esempio, al dolore devastante dovuto alla perdita di una persona cara che viene a mancare nella nostra vita.

In questi caso, più è grande l’amore che ci ha legato a quella persona, più profonda sarà la ferita con cui dovremo convivere. Ma più la ferita è profonda e più l’amore sarà stato importante.

Ferita e amore: non ci può essere l’uno senza l’altra.

Se dovessi eliminare uno di questi due elementi, anche l’altro svanirà: rinunciare al dolore, in questa prospettiva, ti porta a rinunciare all’amore.

2) A tu per tu con il dolore: gli estremi da evitare

Quando ci troviamo di fronte a una ferita, la nostra reazione naturale può spesso estremizzarsi in due direzioni opposte, entrambe potenzialmente dannose

Il primo estremo è lasciarsi completamente sommergere dal dolore. Ciò significa perderci nella sia profondità oscura, lasciando che il dolore definisca – da quando arriva in avanti – la nostra identità e il nostro percorso. Questo può portare ad una spirale di tristezza e disperazione, dove il dolore diventa l’unico protagonista della nostra storia vita.

Il secondo atteggiamento che dovremmo avere cura di evitare è fuggire dal dolore, negarlo, dimenticarlo o cercare di sopprimerlo. Questa può sembrare una soluzione facile, ma in realtà ha grandi controindicazioni. Innanzitutto perché il dolore non affrontato può manifestarsi in vari modi, ad esempio con sintomatologie psicologiche o fisiche, o con un senso più generale di malessere o insoddisfazione di vita. Ma non solo: evitare il dolore significa rinunciare a una parte importante del nostro processo di crescita come persone.

Il punto sta nel trovare quell’area di equilibrio, dove siamo in grado di riconoscere ed entrare in contatto con il nostro dolore senza che esso ci domini completamente. È solo così che potremo attraversarlo.

3) Trasformare le ferite in feritoie

Seneca diceva: “Fuggi dove vuoi, uomo, porterai sempre dietro te stesso”.

Questo aforisma ci invita a riflettere sul fatto che la vera “guarigione” dal dolore non avviene fuggendo dai nostri problemi, ma affrontandoli e provando a trasformarli.

In cosa mai potremmo trasformare le nostre ferite?

Per citare lo psicoanalista Aldo Carotenuto: in feritoie.

Il termine “feritoia”, nel suo significato concreto, si riferisce ad una stretta apertura ricavata in castelli o fortificazioni, attraverso la quale è possibile osservare l’esterno mantenendo un elevato livello di protezione.

Ebbene: trasformare le nostre ferite in feritoie significa arrivare a guardare il mondo da una nuova prospettiva, una prospettiva che emerge a seguito della nostra ferita, ossia attraverso il filtro della nostra “ferita trasformata”.

Ciò vuol dire che, invece di rimanere intrappolati o “definiti” dalla nostra sofferenza, possiamo utilizzarla come un mezzo per acquisire una nuova comprensione, saggezza o, in alcuni casi, persino inspirazione.

Insomma, “trasformare la nostra ferita in feritoia” è il processo di utilizzare le nostre esperienze dolorose come occasioni per una visione più profonda e e consapevole di noi stessi e del mondo che ci circonda. In questo senso, proprio da quella feritoia, potrà entrare nuova luce dentro di noi.

trasformare le ferite in feritoie

Esempi di trasformazione

Subire un lutto

Il dolore del lutto è lacerante.

Probabilmente non troverà mai una pace completa e, guarda, è giusto cosi (ricordi lo stretto rapporto tra dolore e amore di cui abbiamo parlato poco sopra?).

Tuttavia, questo dolore può comunque “farsi feritoia”… Come? Ad esempio, rafforzando e rendendo più profondi i nostri legami con le altre persone significative della nostra vita, facendoci apprezzare i momenti condivisi con loro, e aiutandoci a sviluppare una maggior empatia e connessione verso chiunque stia affrontando una perdita simile.

Affrontare una malattia

Affrontare una malattia può lasciare ferite profonde, sia fisiche che emotive.

Tuttavia, questa esperienza può anche diventare una feritoia, ad esempio portando alla luce una forza che non sapevamo di avere, conducendoci a sviluppare una maggiore consapevolezza sulla salute e il benessere, rendendo le nostre relazioni più profonde e autentiche, o ispirando gli altri con la propria storia.

Fallimenti lavorativi

Un fallimento in ambito lavorativo può essere bruciante, ma può anche trasformarsi in una preziosa lezione.

Attraverso questa ferita, ad esempio, possiamo imparare a identificare i nostri punti di forza e di debolezza, riflettere profondamente sulla direzione che stiamo dando (o vogliamo dare) alla nostra vita, e arrivare a mettere a fuoco cosa conta veramente per noi.

Relazioni sentimentali finite

La fine di una relazione sentimentale può generare ferite profonde.

Tuttavia, da questa esperienza può aprirsi una feritoia per comprendere maggiormente noi stessi, evolvere nel nostro modo di relazionarci agli altri, discriminare tra relazioni evolutive e relazioni dannose, e tanto altro.

In ciascuno di questi esempi, la ferita iniziale, seppur estremamente dolorosa, può diventare un’opportunità per vedere il mondo da una nuova prospettiva e per generare cambiamenti importanti nella propria vita.

4) La pressione come opportunità

Spesso, le cose più belle e preziose della nostra vita emergono da situazioni di disagio e pressione.

Prendi il diamante: una gemma meravigliosa nata dalla pressione estrema esercitata sul carbonio.

Questa trasformazione ci offre una potente metafora per la nostra vita. La pressione, in tutte le sue forme (il trascorrere del tempo, le sfide quotidiane, le relazioni personali, gli ostacoli che incontriamo, i traumi che subiamo) può essere opprimente.

Eppure, come nel mondo naturale, la pressione può agire come un catalizzatore per una straordinaria metamorfosi.

Così è anche per noi: le pressioni che affrontiamo possono schiacciarci oppure possono trasformarci. Possono renderci polvere oppure diamanti. La scelta è, almeno in parte, nostra.

il processo di formazione di un diamante

5) Conclusione: la forza delle ferite

“La ferita è il punto attraverso il quale la luce può entrare dentro di te”.

Questa è la frase con cui abbiamo aperto l’articolo e il messaggio che vorrei che portassi con te.

Le nostre ferite, per quanto dolorose, non sono degli sfregi da nascondere, o incidenti di percorso da dimenticare, ma aperture attraverso le quali possiamo lasciar entrare nuova luce dentro di noi. È attraverso questi varchi che possiamo iniziare a vedere il mondo e noi stessi in una luce diversa, più matura e profonda.

Certo, affinché questo possa succedere, dobbiamo prenderci cura delle nostre ferite: ascoltarle, medicarle, dare loro un significato.

📌 Se ti trovi a lottare con le ferite della vita e sei alla ricerca di supporto, in Mindcenter possiamo affiancarti. Se vuoi, puoi prenotare qui un primo colloquio con uno dei terapeuti della nostra equipe, da vivo o online.