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Come dire di no a se stessi

dire di no a se stessi
Crescita personale / Health Coaching / Motivation

Come dire di no a se stessi

In molti mi hanno detto che una delle loro grandi difficoltà non è soltanto dire di no agli altri, ma in primis dire di no a loro stessi.

In effetti, imparare a dire di no a quella voce interna che ci spinge a sgarrare una dieta, a cercare le distrazioni o a saltare un allenamento è una competenza fondamentale se vogliamo imparare a vivere una vita equilibrata all’insegna della salute e anche della felicità.

“Ma Luca, allora dimmi, dimmi, qual è il segreto per dire di no a me stesso e resistere ai momenti di debolezza quando sono in difficoltà?”

Raga la verità? Non lo so e cosa vi devo dire, a questo giro va così. Però mi sono documentato e ho trovato un paio di ricerche scientifiche interessanti che credo possano fornire degli spunti utili a tutti.

 

1. Dire di no a se stessi: il primo studio

La prima è stata pubblicata sul Journal of consumer research e ha preso 120 studenti dividendoli in 2 gruppi. Da una parte il gruppo “Non posso” e dall’altra il gruppo “Non lo faccio”.

Il primo gruppo, di fronte a una tentazione come ad esempio mangiare un buon gelato, doveva dire: “Non posso mangiare il gelato”. Invece, il secondo gruppo doveva dire “Io non mangio il gelato” davanti al gelato.

Dopo aver ripetuto queste frasi, agli studenti vengono poste delle domande che in realtà non c’entravano particolarmente con il fine della ricerca e alla fine ancora veniva proposta loro un’alternativa: vuoi che ti regali una barretta di cioccolato oppure vuoi che ti regalo una barretta salutare?

Bene, indovina che cosa è successo?

Gli studenti che dicevano “Io non posso mangiare il gelato, non posso mangiare la barretta di cioccolato” sceglievano la barretta di cioccolato nel 60% circa delle occasioni. Gli studenti che invece dicevano “Io non mangio il gelato, cioè io non sono uno che fa queste cose” sceglievano la barretta di cioccolato nel 36% dei casi, quindi quasi la metà.

Ecco come un minimo cambiamento di terminologia nel nostro dialogo interiore ha modificato in maniera molto importante quelle che sono le scelte salutari della persona nel mondo. Un po’ come se ci fosse un modo per dire no a noi stessi, che ci facilita ad attenerci alle sane abitudini, invece evitare quelle malsane.

 

2. Il secondo studio

E arriviamo allora a un secondo studio sempre degli stessi ricercatori che ha analizzato 30 donne che volevano iscriversi a un seminario per vivere in maniera più salutare.

Queste 30 donne sono state divise in 3 gruppi da 10 ciascuno e a ognuna di loro è stato chiesto di pensare a un obiettivo salutare a lungo termine per loro importante.

Quando le donne del primo gruppo sentivano che erano vicine a tradire i loro obiettivi, dovevano semplicemente dire NO. Questo è il gruppo di controllo perché a loro non è stata suggerita nessuna strategia particolare.

Quando invece vicine a tradire i loro obiettivi erano le donne del secondo gruppo dovevano giocare la strategia dell’impossibile. Ovvero, dirsi qualche cosa tipo “Non posso assolutamente, per nessun motivo saltare il mio allenamento oggi”.

Le donne invece nel terzo gruppo dovevano utilizzare la strategia del non fare, quindi anche qui dirsi semplicemente “Non lo faccio, io non salto quell’allenamento”.

A distanza di 10 giorni è stato proprio questo terzo gruppo ad aver raccolto dei risultati migliori e di parecchio. Nel primo gruppo, quello del “Basta dire di no”, 3 donne su 10 avevano portato a termine i loro obiettivi. Nel secondo gruppo, quello del “non posso” sono una donna su 10 era riuscita ad arrivare al termine con i suoi obiettivi. Mentre invece nel terzo, ovvero il gruppo del “non lo faccio” ben 8 donne su 10 sono riuscite a portare a termine quelli che erano i loro propositi iniziali.

Questo per dire che le parole che tu utilizzi nel tuo dialogo interiore non soltanto ti aiutano a compiere delle scelte più salutari per te, come dimostrato nel primo esperimento, ma rendono anche più facile per te rimanere in linea con i tuoi obiettivi anche sul lungo termine.

 

3. Conclusioni

Questi due studi quindi dimostrano che “non lo faccio” funziona meglio, molto meglio, di “io non posso”. È un po’ come se le parole che tu utilizzi creino dei circuiti di feedback nella tua testa che andranno poi a influenzare concretamente quello che è il tuo comportamento.

Ogni volta, ad esempio, che tu ti dici “Io non posso” stai creando un circuito di feedback che ti ricorda quelli che sono i tuoi limiti. Ti ricorda cioè che tu ti stai a un qualche livello costringendo a fare un qualche cosa che non vorresti fare.

Quando invece al contrario tu dici “No, non lo faccio”, allora stai creando un circuito di feedback che ti ricorda il controllo e il potere che tu hai su quella situazione.

Non posso farlo” e “Non lo faccio” psicologicamente, nella nostra testa, possono creare un circuito di feedback che poi ci porta a essere delle persone anche molto diverse. Non solo, cioè, parole e frasi ma parole e frasi che poi diventano concrete, diventano fatti.

Ora proviamo a pensare come nel concreto tu possa applicare i risultati di queste due ricerche scientifiche nella tua vita.

Bene, ammetterai che ogni giorno tu sarai tentato da mille situazioni alle quali tu potresti essere portato a voler dire di no ma magari hai delle difficoltà: il cameriere che ti offre il dessert a fine pasto, il fatto di saltare appunto un allenamento, oppure vedere il cellulare lì e non riuscire a resistere alla tentazione di andare a leggere le notifiche di WhatsApp o di Instagram.

Sono certo che anche tu nella tua giornata avrai un sacco di opportunità sulle quali esercitarti a vedere la differenza tra il dire “Non posso farlo” oppure “Non lo faccio” in modo da riuscire a utilizzare le parole in maniera più consapevole, in modo da essere un po’ meno loro vittima e un po’ più loro architetto.

 

Amici, e voi invece come fate a dire “no” a voi stessi? A quella vocina interiore? Sono curioso di conoscere le vostre strategie e aspetto di leggerle nello spazio dedicato ai commenti proprio qui sotto.

Anche per oggi è tutto, come sempre vi rimando al gruppo Facebook “Officina per la mente”, dove insieme ad altri appassionati ed esperti di psicologia e crescita personale discutiamo di argomenti come questo ma anche molti altri.

Ciao e alla prossima 😉

 

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