Blog

Come avere relazioni migliori: 4 errori di comunicazione

come avere relazioni migliori: 4 errori di comunicazione
Crescita personale / Health Coaching / Motivation

Come avere relazioni migliori: 4 errori di comunicazione

 

Ti sei mai chiesto come avere relazioni migliori? Sicuramente, gran parte della qualità della relazione passa per la qualità della comunicazione inter-personale, ovvero quella competenza che ci permette di connetterci in maniera sana agli altri, dando maggiore serenità alla nostra vita. Avere delle relazioni sane, infatti, spesso significa vivere bene la propria esistenza.

Proprio per questo motivo dovremmo tutti noi investire in questo ambito, perché tanto più diventiamo bravi a comunicare con gli altri, tanto più accederemo al valore che quella relazione può portare a noi e a chi sta dall’altra parte.

In quest’ottica allora, cioè quella di migliorarci sempre di più come abili comunicatori, vediamo i 4 errori che vanno per la maggiore quando parliamo con qualcuno.

Pronti? Bene, il primo punto é…

 

1. Riportare tutto su di noi

Il primo errore da evitare se vuoi avere delle relazioni migliori é quello di portare tutto quello che l’altro ci dice su di noi. Tipo: “Oh sai che quest’anno vorrei andare alle Hawaii?” “Noooo ma dai! Ma sai che IO ci ho fatto il viaggio di nozze con giulia?? Allora primi 3 giorni eravamo a Molokai, poi abbiamo preso un aereo interno e siamo finiti su una spiaggia enorme e deserta….”

É una grande tentazione quella di parlare dell’IO quando parla l’altro, ma il problema è che se lo fai troppo rischi di non riuscire ad ascoltare il tuo interlocutore.

Ora, attenzione, non è che vada sempre male parlare di sé, sia chiaro. É importante trovare punti di contatto tra ciò che dice l’altro e quella che è la mia persona: la tecnica dei punti di accordo è molto potente e può aiutare a stabilire un buon feeling, ma va usata in maniera intelligente. Senza cioè fare emergere il nostro ego, ma lasciando più spazio a quello di chi sta parlando.

Se qualcuno ci racconta le sue cose – positive o negative che siano, infatti, è perché sta cercando comprensione, e non è parlando di noi che gliela daremo. Cioè, confrontarsi con qualcuno che ha vissuto una esperienza simile gli farà bene, ma nell’ascoltarlo non dobbiamo far vincere la tendenza di anticipare il suo problema, perché l’effetto non sarà piacevole.

Te ne accorgi quando parli con una persona egocentrica: sei li che ti apri, ma alla fine non ti senti capito. Nel mio libro “L’era del cuore”, da qualche parte dico che “L’ascolto è l’antidepressivo più potente al mondo”. Ecco perché tutti noi dobbiamo imparare ad ascoltare in modo empatico chi parla con noi: un ascolto che arrivi effettivamente a chi si sta aprendo, che può essere fatto di silenzi, ma anche di domande per capire davvero cosa gli è successo.

 

2. Ascoltare per comprendere e avere relazioni migliori

Altro errore super frequente, è che quando uno ti parla tu lo ascolti pensando a cosa puoi rispondergli. Classico errore, tra le altre cose, degli psicologi alle prime armi: sei lì con il paziente che ti parla e tu pensi a cosa puoi raccontargli di intelligente quando verrà il tuo turno. Ci sta, lo fai perché vuoi essere di aiuto, ma il vero aiuto lo fornisci nella misura in cui sei lì insieme a lui. “Devi stare nel discorso del paziente, balla assieme a lui” mi diceva un mio supervisore quando gli portavo i miei primissimi colloqui clinici.

Ed aveva ragione: non dobbiamo pensare a cosa dire dopo, ma comprendere quello che ci sta dicendo ora. La conversazione migliore è quella che avviene nel qui ed ora, senza premeditare le risposte future.

Uno dei nemici che dobbiamo affrontare in queste situazioni è il silenzio, o meglio la paura del silenzio. Dobbiamo riempire il vuoto, non riusciamo ad accettarlo ed è un peccato perché – anche questo l’ho imparato da psicoterapeuta – i silenzi comunicano tantissime cose, hanno parecchie sfumature e le puoi cogliere solo se li accetti ed ascolti.

Quindi, in questo secondo tipo di errore, dobbiamo lavorare per darci il tempo di pensare alla risposta DOPO avere ascoltato. Magari nel dare la nostra risposta possiamo fare un breve riassunto di quello che abbiamo capito, di quanto abbiamo ascoltato: questo ci aiuta da una parte a prendere un po’ di tempo per riorganizzare le nostre idee al meglio, dall’altra fornisce all’altro l’idea di essere stato compreso.

 

3. Il completamento automatico della frase

Terzo errore che trovo spesso nelle persone con cui parlo è la tendenza a terminare le frasi degli altri. Un po’ come con google quando metti le prime lettere e lui ti suggerisce con il meccanismo del completamento automatico le varie possibilità.

Quando ti accade questo fenomeno, al 90% sei davanti a una persona che non ti sta ascoltando.

Ogni persona condivide una esperienza che è unica, e dobbiamo lasciare che questa unicità emerga, non anticiparla noi.

 

4. Giudicare in fretta

Ultimo errore che devi evitare per avere relazioni migliori, è quando ascoltiamo ma ci formiamo un’opinione dell’altro molto rapidamente. Finiamo così per giudicare senza avere elementi per farlo. É un po’ un casino questo punto perché la nostra mente si affida a delle euristiche, a delle scorciatoie di pensiero per valutare chi ha davanti, ma noi dobbiamo cercare di esserne consapevoli e controllare i nostri giudizi affrettati. O comunque valutarli per quello che sono: prime impressioni fugaci e incomplete, da perfezionare nella conversazione.

Cerchiamo insomma di ascoltare l’intera storia prima di sigillare l’idea che ci siamo fatti di quella persona/situazione una volta per tutte.

 

 

Se vuoi approfondire il tema della comunicazione e affrontare efficacemente le persone passivo-aggressive, leggi questo articolo.

Nel mio libro “L’era del cuore” parlo dell’importanza di ascoltare gli altri con empatia. Parlo inoltre di coraggio e di come coltivarlo ci aiuti a costruire relazioni migliori. Compra ora la tua copia a questo link: https://amzn.to/2U89yMm 

Iscriviti qui al mio video corso gratuito sulla crescita personale: http://bit.ly/Crescita