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Ansia sociale [fobia sociale]: sintomi, cause e terapia

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Disturbi e sintomi psicologici

Ansia sociale [fobia sociale]: sintomi, cause e terapia

Ansia sociale: la nostra mini-guida per conoscerla e iniziare ad affrontarla 👇

Immagina uno studente universitario che racconta di sentire agitazione subito prima di un esame, perché teme di fare una brutta figura, prendere un voto basso o essere bocciato, e che in quelle circostanze la sua sudorazione aumenta, il battito cardiaco è accelerato, magari un po’ trema…

Se stai pensando che potrebbe succedere a chiunque hai ragione, perché l’ansia è un’emozione fisiologica e come tale tutti ne fanno esperienza.

Se però, indagando più a fondo, questo studente aggiunge che ha una vita sociale molto ridotta, che evita le occasioni di frequentazione perché teme di essere giudicato negativamente, che anche dover fare una telefonata lo fa sentire sotto pressione, e che magari sta pensando di interrompere gli studi a causa del disagio che prova è tutt’altra storia.

In questo caso dovremmo considerare l’ipotesi che il nostro studente soffra di ansia sociale, cioè una paura tale del giudizio degli altri da condurre potenzialmente all’evitamento in blocco delle situazioni sociali, o comunque a viverle con grande sofferenza.

In questo articolo ci immergeremo nel mondo dell’ansia sociale, esplorandone sintomi, cause e, ovviamente, trattamenti.

Pronto? Pronta? Partiamo.

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COSA TROVERAI IN QUESTO ARTICOLO

  1. Sintomi e manifestazioni dell’ansia sociale
  2. Le cause dell’ansia sociale
  3. La diagnosi di ansia sociale
  4. Il trattamento dell’ansia sociale
  5. L’ansia sociale in 20 micro-pillole
  6. Conclusioni: vuoi fare il primo passo con noi?
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1) Sintomi e manifestazioni dell’ansia sociale

In cosa consiste l’ansia sociale?

Manifestazioni psicologiche dell’ansia sociale

Come dicevamo, la caratteristica principale dell’ansia sociale è una paura marcata e persistente nei confronti delle situazioni sociali e/o prestazionali nelle quali si è esposti a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri.

In queste situazioni, chi soffre di questa condizione teme di agire in modo umiliante o imbarazzante e di essere mal giudicato: la sensazione è un po’ quella di trovarsi sotto una sorta di “lente d’ingrandimento” e di non essere all’altezza delle circostanze sociali, ossia del confronto con gli altri.

Chi sente questa “pressione” capisce razionalmente che le proprie paure sono eccessive, ma non lo capisce “emotivamente”, rimanendo bloccato in un circolo vizioso che alimenta l’ansia.

Manifestazioni fisiche dell’ansia sociale

L’ansia sociale non si manifesta solo a livello emotivo ma provoca anche sintomi fisici. Tra questi troviamo:

  • battito cardiaco accelerato
  • nausea
  • arrossire
  • balbettare
  • tremare
  • sudare
  • sentirsi confusi

Alcuni di questi sintomi fisici possono aumentare il senso di imbarazzo e generare l’ulteriore paura di essere mal giudicati anche a causa di essi. Pensieri tipici in questo senso sono: 

  • Sto tremando… tutti possono vederlo. Penseranno che io sia nervoso o pauroso”
  • “Il mio tremore è così imbarazzante. Come posso sembrare competente se non riesco nemmeno a controllare il mio corpo?”
  • “Sto di nuovo arrossendo. Ora tutti sanno che sono ansioso”
  • “Balbettare in questo momento critico dimostra che non sono all’altezza della situazione”

Morale della favola: forte sofferenza e stress per le situazioni sociali, preoccupazione anticipatoria anche diverso tempo prima di esporsi ad esse (talvolta mesi prima di un evento sociale), fino ad arrivare all’alleviamento completo di tali situazioni. Questi comportamenti sono sintomatici di quanto l’ansia sociale possa impattare negativamente sulla vita quotidiana di chi ne soffre.

Le situazioni che generano l’ansia sociale

Nell’ansia sociale, le occasioni sociali che generano la risposta ansiosa sono le più disparate.

Non solo i grandi eventi come un discorso ai TEDx (a proposito, se vuoi vedere il mio clicca qui), la discussione della tesi di laurea o il presentarsi all’altare, dove provare una certa ansia è fisiologico, ma anche circostanze sociali “ordinarie”, dove la persona è chiamata a fare qualcosa con, o davanti a, altre persone.

Ecco una breve lista non esaustiva:

– Partecipare ad eventi sociali

La semplice idea di partecipare a eventi sociali come feste, matrimoni o incontri di gruppo, può essere fonte di grande ansia. La paura di non sapere cosa dire, di non riuscire a integrarsi nel gruppo o di essere giudicati negativamente da altri partecipanti può essere paralizzante.

– Lavorare o studiare in gruppo

Il lavoro di gruppo o le sessioni di studio collettive rappresentano un’altra area critica per chi soffre di ansia sociale. La necessità di cooperare strettamente con altri, esprimere opinioni e contribuire attivamente può innescare preoccupazioni intense riguardo al giudizio altrui e al timore di non essere all’altezza.

– Incontri one-to-one

Incontri individuali, che si tratti di appuntamenti romantici, colloqui di lavoro o semplici incontri con un amico, possono generare ansia. L’intensità dell’attenzione concentrata su di sé e la pressione di mantenere un dialogo interessante e coinvolgente possono risultare opprimenti.

– Presentarsi a nuove persone o gruppi

L’ingresso in un nuovo ambiente sociale, come una nuova classe, un nuovo posto di lavoro, o un gruppo con cui praticare un hobby, può essere particolarmente stressante. Il timore di fare una prima impressione negativa o di non riuscire a inserirsi può essere fonte di ansia significativa.

– Telefonare

Anche l’atto di fare o ricevere telefonate può essere fonte di ansia, ancora peggio se davanti ad altre persone.

– Mangiare in pubblico

La paura del giudizio altrui può rendere difficile mangiare in luoghi pubblici, trasformando un’azione quotidiana in una fonte di stress.

– Usare i servizi igienici pubblici

L’ansia può sorgere anche nell’utilizzare i servizi igienici in luoghi pubblici, a causa delle preoccupazioni legate al giudizio e all’imbarazzo.

– Fare shopping

Interagire con il personale dei negozi o con altri clienti durante lo shopping può innescare ansia, a causa della pressione sociale percepita in tali contesti.

– Fare domande

Per alcuni, anche il semplice atto di fare una domanda può rappresentare una sfida enorme.

– Utilizzo dei social media

Anche l’uso dei social media può essere una fonte di ansia sociale. La preoccupazione per la propria immagine online e il timore di essere giudicati per i contenuti pubblicati possono generare ansia.

Ansia sociale “specifica”

L’ansia sociale può anche essere “specifica”, ossia limitarsi a poche o a solo una situazione sociale/prestazionale: c’è chi ad esempio teme di parlare in pubblico ma non sperimenta disagio in altre situazioni come partecipare ad una festa o parlare con uno sconosciuto.

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2) Le cause dell’ansia sociale

L’ansia sociale è uno dei disturbi psicologici più diffusi (ne soffrono tra il 7 e il 12% delle persone) e le prime manifestazioni si presentano solitamente tra gli 8 e 15 anni.

Questa condizione affonda le sue radici in una serie di cause diverse, che includono sia fattori genetici sia fattori ambientali.

Fattori genetici: l’ereditarietà dell’ansia sociale

Le ricerche suggeriscono l’esistenza di una componente genetica legata all’ansia sociale, evidenziata dalla presenza del disturbo in più membri di generazioni diverse all’interno della stessa famiglia. Sebbene questo suggerisca un’influenza genetica, i fattori ambientali giocano un ruolo decisivo nello sviluppo del disturbo.

Fattori ambientali: apprendimento dell’ansia ed esperienze sociali difficili

L’ambiente in cui cresciamo esercita un’influenza significativa sullo sviluppo dell’ansia sociale.

Ad esempio, un bambino potrebbe sviluppare un disturbo d’ansia imparando il comportamento di uno dei suoi genitori. I bambini osservano gli adulti apprendendo giorno dopo giorno i loro modi di comportarsi: un genitore che vive le relazioni sociali con apprensione (o ha a sua volta un disturbo d’ansia sociale) può trasmettere al figlio, senza volerlo, la stessa attitudine.

Anche l’essere cresciuti in ambienti familiari iperprotettivi e controllanti, che magari hanno offerto poche occasioni di socializzazione al di fuori dalla famiglia, può contribuire allo sviluppo del disturbo, così come aver vissuto esperienze difficili come il bullismo, l’essere stati oggetto di umiliazione pubblica o di critica, conflitti familiari o abuso.

Il ruolo dell’amigdala: aspetti neurofisiologici dell’ansia

Da un punto di vista neurofisicologico, potresti aver sentito parlare dell’amigdala (una struttura composta da due nuclei a forma di mandorla, uno per emisfero) che fa parte di quello che viene chiamato “cervello antico”. Uno dei suoi compiti è quello di attivarsi quando proviamo delle emozioni e attraverso questa stimolazione “insegnarci” di cosa avere paura.

Un’amigdala “iperattiva” può però contribuire a causare una risposta eccessiva alla paura, che aumenta la sensazione fisica dell’ansia nelle situazioni sociali.

L’ansia sociale in età adulta: il caso della performance

Esiste anche un tipo specifico di ansia sociale che tende a manifestarsi più tardi nella vita, spesso dopo i 30 anni. Questa forma è particolarmente legata alle paure relative alla performance, in particolare in contesti lavorativi, dove la pressione per performare può scatenare sintomi ansiosi.

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3) La diagnosi di ansia sociale

📌 Disclaimer importante: le informazioni condivise in questo paragrafo hanno uno scopo puramente informativo e educativo. L’articolo, ovviamente, non sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o il trattamento da parte di uno specialista. Se pensi di soffrire di disturbo di ansia sociale o di qualsiasi altro disturbo psicologico, è essenziale rivolgerti a un professionista.

La fobia sociale è classificata all’interno del DSM (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) fra i disturbi d’ansia e viene diagnosticato secondo criteri specifici.

Tuttavia, lo ripetiamo, è fondamentale sottolineare che la diagnosi non può e non deve essere effettuata basandosi esclusivamente sulla lettura dei criteri diagnostici, e tanto meno tramite una auto-diagnosi. Per questo motivo, in questo articolo non forniremo un elenco dettagliato dei criteri diagnostici, ma ci limiteremo a dare qualche informazione generale, con l’intento di sensibilizzare e informare.

Criteri generali di diagnosi

Senza entrare nei dettagli specifici, possiamo dire i criteri per diagnosticare la fobia sociale includono:

  • una marcata paura o ansia per le situazioni sociali o prestazionali in cui la persona è esposta al giudizio.
  • il timore di mostrare comportamenti o sintomi di ansia che potrebbero essere giudicati negativamente con conseguenti esperienze di imbarazzo o rifiuto.
  • le situazioni sociali vengono evitate o sopportate con intenso disagio.
Ulteriori criteri importanti
  • I sintomi hanno una durata di almeno sei mesi o più.
  • I sintomi devono causare disagio clinicamente significativo, o compromissione del funzionamento sociale o lavorativo della persona.

⚠️ L’ansia sociale non è timidezza ⚠️

Una precisazione importante: l’ansia sociale non è timidezza.

La timidezza è un tratto non patologico e non interferisce nel regolare svolgimento della vita di chi la prova. Ridimensionare l’ansia sociale come fosse una semplice timidezza rischia di causare ritardo diagnostico e di trattamento.

Le statistiche dimostrano che solo il 50% degli adulti con disturbo d’ansia sociale riceve cure per la loro condizione, e con una media di 15 anni di ritardo rispetto a quando sono iniziati i sintomi.

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4) Il trattamento dell’ansia sociale

L’ansia sociale è una condizione curabile e il trattamento di elezione è solitamente la psicoterapia. La terapia farmacologica talvolta può aiutare ad affrontare situazioni specifiche di disagio o a regolare le manifestazioni ansiose, ma non è generalmente risolutiva.

Cosa succede in terapia?

Ogni percorso psicoterapeutico è costruito ad hoc sui bisogni della persona, ma solitamente include:

  • l’apprendimento di tecniche di gestione dell’ansia;
  • un lavoro sulle idee svantaggiose sul Sé e sugli altri che sostengono e alimentano la sintomatologia;
  • l’insegnamento di abilità utili a meglio affrontare le situazioni sociali o prestazionali, che vengono poi messe a terra gradualmente nella vita della persona, talvolta attraverso veri e propri “esperimenti comportamentali”.

Il tutto per imparare a vivere le situazioni temute con maggior padronanza, sicurezza e soddisfazione.

[A proposito di esperimenti comportamentali, qui sotto ne puoi ascoltare uno della viva voce di un giovanissimo Luca 👇]
Il lavoro sull’identità

E poi, a seconda dei casi, c’è il lavoro sull’identità.

Con lo psicologo inizierai un viaggio dentro te stesso, per chiarire chi sei, quali sono le tue potenzialità, motivazioni e in che direzione intendi “fiorire” all’interno della tua vita. Questa strada, quando imboccata, avrà il potere di lasciare i fantasmi del giudizio sempre più sullo sfondo.

📌  Quello che hai letto sta risuonando dentro di te? Mindcenter è qui per supportarti. Prenota ora la tua consulenza con un terapeuta della nostra equipe.

Ansia sociale in adolescenza: la storia di Ludovico

Nel quinto episodio di Mindcast, il podcast di Mindcenter che ti racconta quello che accade dentro lo studio dello psicologo (ascoltalo qui), ti raccontiamo la storia (vera) di Ludovico, un ragazzo di 16 anni, e di come l’abbiamo aiutato ad affrontare e superare la sua ansia sociale [ovviamente, tutti i dati personali sono stati modificati per tutelarne la privacy].

L’episodio si addentra nell’approccio e nelle tecniche specifiche utilizzate durante il percorso dalla terapeuta della nostra equipe che l’ha seguito, la dottoressa Raffaella Belotti, offrendo spunti preziosi per chiunque si trovi ad affrontare sfide simili.

Un disclaimer importante

Nel percorso con Ludovico, la dottoressa Belotti ha utilizzato il DNA-V, un approccio che affonda le sue radici nell’ACT (la Terapia dell’Accettazione e dell’Impegno) e che è particolarmente utile nell’aiutare gli adolescenti che stanno affrontando sfide emotive. Ciò che ha funzionato per Ludovico, tuttavia, è solo uno dei tanti approcci possibili, ognuno dei quali viene calibrato sulle esigenze, sulle esperienze, sull’età e sulla personalità dell’individuo. La psicoterapia, infatti, non è mai una soluzione “prefabbricata”, ma un viaggio unico e profondamente personale.

Guarda qui l’episodio del podcast in formato video 👇

5) L’ansia sociale in 20 micropillole

Pronti per una panoramica compatta sull’ansia sociale? Di seguito trovi 20 micropillole che condensano le informazioni essenziali e gli insight chiave su questo tema.

1. Cos’è? 😨

La fobia sociale è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla paura intensa di situazioni sociali in cui la persona potrebbe essere giudicata  dagli altri.

2. Statistiche 📊

Secondo l’Associazione Americana di Psichiatria, la fobia sociale colpisce circa il 7-12% della popolazione durante la vita.

3. La paura del giudizio 😳

Chi soffre di fobia sociale teme il giudizio negativo degli altri in situazioni come parlare in pubblico, partecipare a eventi sociali o persino fare una semplice telefonata. Questa paura può essere paralizzante.

4. Sintomi comuni 😰

I sintomi della fobia sociale includono ansia intensa, sudorazione eccessiva, tremori, battito cardiaco accelerato, nausea e difficoltà di concentrazione. Questi sintomi possono rendere le situazioni sociali estremamente stressanti.

5. Isolamento e solitudine 🚪

La fobia sociale può portare all’isolamento e alla solitudine, poiché le persone tendono ad evitare le situazioni sociali temute. Questo può avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

6. L’Impatto sulla carriera 💼

La fobia sociale può influenzare negativamente la carriera di una persona. Le presentazioni al lavoro o i colloqui di lavoro possono diventare momenti di terrore, limitando le opportunità professionali.

7. Il rischio di abuso di sostanze 🍷

Le persone con fobia sociale possono avere un rischio maggiore di abuso di alcol o sostanze come meccanismo di coping per affrontare l’ansia sociale.

8. Diversi livelli di gravità ⚖️

La fobia sociale può variare in termini di gravità. Alcune persone sperimentano solo lievi fastidi sociali, mentre altre sono così gravemente colpite che l’interazione sociale diventa estremamente difficile.

9. Fobia sociale vs. timidezza 🤔

La fobia sociale è diversa dalla timidezza. Mentre molte persone timide possono sentirsi a disagio in situazioni sociali, la fobia sociale porta a un’intensa ansia e al desiderio di evitare attivamente queste situazioni.

10. Ruolo dell’infanzia 👶

Alcuni casi di fobia sociale possono essere collegati a esperienze negative o traumatiche nell’infanzia, come il bullismo o l’umiliazione pubblica.

11. Ruolo della genetica 🧬

Gli studi suggeriscono che la fobia sociale può avere una componente genetica. Se hai parenti stretti con questa condizione, potresti avere un rischio maggiore di sviluppare il disturbo.

12. L’auto-aiuto è possibile 📘

Esistono risorse di auto-aiuto, come libri e contenuti online che possono supportare chi affronta l’ansia sociale. Tuttavia, è importante consultare un professionista se i sintomi sono significativi o impattano sulla qualità della vita.

13. La consapevolezza è il primo passo 💡

Riconoscere di sperimentare ansia sociale e desiderare di affrontarla è il primo, cruciale passo verso il cambiamento. Accettare di chiedere aiuto e iniziare un percorso terapeutico rappresenta un atto di coraggio e la base per costruire un futuro più soddisfacente.

14. Trattamenti efficaci 🌱

Fortunatamente, ci sono trattamenti efficaci per l’ansia sociale. La psicoterapia è sicuramente il trattamento di elezione per l’ansia sociale.

15. Il potere dell’esposizione graduale 👣

Un componente chiave della terapia per l’ansia sociale è l’esposizione graduale alle situazioni temute. Questa tecnica aiuta a ridurre l’ansia e ad aumentare la tolleranza al disagio esperito in contesti relazionali.

16. Imparare le abilità sociali 🤝

L’apprendimento di abilità sociali è un aspetto importante del trattamento dell’ansia sociale. Le persone imparano come gestire meglio le situazioni sociali e ridurre i sintomi d’ansia.

17. Autovalutazione severa 🧐

Le persone con fobia sociale spesso si autovalutano in modo estremamente severo. Possono avere aspettative irrealistiche su se stesse e temono di non essere in grado di soddisfarle.

18. L’importanza dell’autocompassione  ❤️

Imparare a trattarsi con gentilezza e comprensione, piuttosto che con giudizio e autocritica, è cruciale nel trattamento dell’ansia sociale. L’autocompassione incoraggia una visione più amorevole di se stessi, aiutando ad affrontare le situazioni temute con maggiore resilienza.

19. Il ruolo dei farmaci 💊

In alcuni casi, i farmaci possono essere prescritti per aiutare a gestire l’ansia legata alla fobia sociale. Tuttavia, generalmente occorre che siano utilizzati in combinazione con la psicoterapia.

20. La vita dopo l’ansia sociale 🌟

Con il tempo e il trattamento adeguato, molte persone superano l’ansia sociale e conducono una vita più soddisfacente. Questo non significa che le fatiche relazionali scompaiano del tutto (in quanto parte delle vita umana), ma che diventano più gestibili e smettono di impedire di vivere un’esistenza significativa.

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6) Conclusione: vuoi fare il prossimo passo con noi?

Eccoci alla fine di questo breve approfondimento sull’ansia sociale.

Speriamo di averti dato in questo articolo alcuni spunti chiarificatori e un’idea di quale sia la strada percorribile per affrontare questa condizione.

📌 Se vuoi, i professionisti di Mindcenter possono accompagnarti in questo percorso, in presenza o online. Prenota qui un primo colloquio con un terapeuta della nostra equipe.